Non mi lascio commuovere dalla fotografia

Pier Paolo Pasolini è stato probabilmente l’intellettuale più scomodo, acuto e controverso del secondo Novecento italiano.

Scrittore, opinionista, giornalista e regista, ha dispiegato il suo pensiero in una moltitudine di opere e documenti e il suo lascito intellettuale lo rende una delle figure cardine del dibattito culturale nazionale e internazionale del secondo dopoguerra.

A ridosso del centenario della sua nascita la mostra vuole ricordare la sua figura e le varie esperienze culturali della sua carriera, attraverso una diversa chiave di lettura: la fotografia.

Pasolini è stato infatti fotografato molte volte durante la sua carriera artistica, e molti di questi scatti sono divenuti ormai immagini iconiche del poeta.

La mostra presenta un lungo e appassionato lavoro di ricognizione fotografica sui ritratti di Pasolini e metaforicamente il suo volto, la sua pelle, la sua figura diventano lo spazio privilegiato per comprenderne la poetica.

Dall’infanzia e dalla giovinezza, e in particolare dal periodo friulano, fino alle ultime fotografie scattate da Dino Pedriali nel 1975, anno della morte, il progetto espositivo si dipana in un percorso cronologico che permette, attraverso le immagini e gli altri documenti che le accompagnano, di comprendere la poetica, l’impegno sociale, le sue scelte letterarie.

Un corpus di fotografie complesso, con approcci e sensibilità diverse, nel quale i fotografi scelti sono chiamati a svolgere il ruolo delicato di testimoni e di creatori di archetipi della vita del poeta. Solo per citarne alcuni: Henri Cartier-Bresson, Richard Avedon, Letizia Battaglia, John Phillips, Mario Dondero, Paolo Di Paolo, Mimmo Cattarinich, Federico Garolla, Dino Pedriali, Ugo Mulas, Franco Vitale, André Morain e molti altri.

 


Sede Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Genova
Date dal 30 novembre 2021 al 13 marzo 2022
Orari da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 19.00
Ingresso
Info www.palazzoducale.genova.it

Foto: © Federico Garolla / Pier Paolo Pasolini a Centocelle, Roma (1960)